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Parlare di senso di colpa, ed ancor più in riferimento alla sessualità, può apparire argomento scontato in psicoanalisi: in tutta l'opera freudiana se ne parla, ed anzi le intuizioni psicoanalitiche al proposito sembrano essere quelle che più sono state assimilate dalla cultura generale. L'intera psicoanalisi può essere vista nella prospettiva di una liberazione della sessualità dal senso di colpa: l'uomo comune del nostro tempo sembra averlo ben capito quando esterna l'opinione, oggi generale, che la psicoanalisi serve a liberarsi dai “complessi”; quando egli parla di “complessi” ha di fatto in mente le inibizioni sessuali. Tuttavia, tra la prima e la seconda formulazione di una proposizione che appare la medesima, vi sono notevoli differenze. Mentre la prima viene intesa dagli psicoanalisti per indicare la ricerca interiore, che può far rivivere l'evoluzione psicosessuale e i fantasmi infantili di cui è composta, modificare le strutture profonde della persona, e far emergere un erotismo genitale come espressione di un nuovo Sé, la seconda esprime l'idea che ci sia un qualcosa _ il complesso appunto _ di estraneo al Sé, che vi si è incrostato sopra determinando il senso di colpa, e che, tolto, restituisce al Sé la libertà cui ha diritto. In quest'ultimo modo di pensare il senso di