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Che i termini “licantropia” e “licantropo” vengano dal Greco, è a tutti noto. Forse è meno noto il fatto che dalla stessa parola greca lukós =lupo sembra provenire il nome del re Licaone, che secondo la leggenda sarebbe stato trasformato in lupo dopo aver sacrificato a Zeus un bambino; e che ancora oggi ha nome licaone un canide carnivoro, della statura di un lupo, che vive in Africa a Sud del Sahara. È dubbio se l'appellativo “liceo”, che accompagna spesso il nome di Apollo nella mitologia greca, voglia dire “sterminatore di lupi”, o abbia altro significato. Certo è invece che in Arcadia c'era un Monte Liceo, famoso per il culto di Giove, di Pan e d'Apollo, e che su di esso si praticavano, anche dopo l'avvento del Cristianesimo, sacrifici umani e atti cannibalistici, per cui si ritenne che alcuni di coloro che si cibavano dei visceri delle vittime potessero essere trasformati in animali _ specialmente in lupi. Troviamo menzione di ciò nella Repubblica di Platone (VIII, 565), nella Storia Naturale di Plinio (XXXIV, 22), nella Città di Dio di Sant'Agostino (XVIII, 17), e in altri Autori. Esplicito in proposito è S. Isidoro di Siviglia, che in un passo delle sue Etymologiae (Origines, VIII, 9, 5) menziona il “sacrificium, quod Arcades deo suo Lycaeo immolabant, ex quo quicumque sumerent in bestiarum formas convertebantur”.
Tuttavia non pochi Autori dell'epoca classica, o cristiana, dichiararono di non credere a simili trasformazioni. Marcello di Side, che visse tra il primo e il secondo secolo d.C., e che discettò in versi