You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Questo studio riguarda una correlazione tra le scoperte neurofisiologiche ed etologiche e le osservazioni psicoanalitiche in tema di sonno e di sogno.
Non ritornerò in questa sede su argomenti già trattati in altre Riviste (Mancia, 1974-b, 1975, 1976) né mi dilungherò sugli aspetti neurofisiologici del sonno e del sogno per i quali rimando ai sopracitati lavori. Mi limiterò a riassumere quelle considerazioni che sono in favore dell'ipotesi da me avanzata che il sonno con i sogni rappresenti una forma particolare di istinto in cui si alternano ritmicamente fasi appetitive e fasi consumatorie in una successione caratteristica e regolare per ogni individuo che inizia con l'addormentamento e finisce con il risveglio.
Vorrei per cominciare, spendere qualche parola sul concetto di istinto che gli etologi (Tinberger, 1951) definiscono come “meccanismo nervoso organizzato gerarchicamente, suscettibile a rispondere a stimoli specifici di origine interna ed esterna, come movimenti coordinati che contribuiscono al mantenimento dell'individuo e della specie”.
Tuttavia il concetto di istinto va esteso come vedremo anche a comportamenti in cui non si realizzano movimenti ma al contrario una inibizione della motricità. La definizione di istinto degli etologi appare essenzialmente centrata sul meccanismo nervoso che sottende un comportamento. Una definizione quindi che si differenzia da quella