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La riflessione critica sulla psicoanalisi medesima è ovviamente parte integrante della ricerca psicoanalitica. La riflessione sulla psicoterapia da parte dello psicoanalista è legittimata da:
L'essere la psicoterapia una delle espressioni dell'attività della mente nel campo delle varie produzioni del pensiero che come tali hanno più o meno interessato la cosiddetta psicoanalisi applicata.
L'avere la psicoterapia in comune con la psicoanalisi il metodo di “cura attraverso la parola” come differenziazione dalle cure che hanno alla loro base la biologia.
L'esistenza nella psicoanalisi pratica di una ineliminabile “intenzionalità psicoterapica”, particolarmente gestita, che non la esaurisce, ma ne avvicina sensibilmente il fine a quello della psicoterapia, pur ponendo il problema delle differenze.
L'esistenza in alcune psicoterapie di un riferimento di vario grado al modello metapsicologico della psicoanalisi per descrivere la mente ed al modello tecnico operativo della psicoanalisi per condurre in pratica la psicoterapia medesima.
L'esperienza in seno alla pratica psicoanalitica quotidiana dell'emergenza di operazioni individuate e tendenzialmente respinte come “psicoterapia” differenziabili da ciò che è dato per “analisi”.
(*) Comunicazione letta al Centro Psicoanalitico di Firenze il 16-10-1979.
La necessità della riflessione sulla pratica psicoanalitica si pone quindi come fondamentale momento primario rispetto ad ogni discorso sulla psicoterapia da parte dello psicoanalista, data la tendenziale possibilità di commistione tra psicoanalisi e psicoterapia che discende dai punti precedenti.