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Negli anni '74 e '75 sull''International Journal of Psycho-Analysis vennero pubblicati gli estremi d'una polemica di notevole interesse teorico e clinico. Il catalizzatore era stato il libro di Kohut The analysis of the Self, uscito nel 1971 e tradotto nel 1976 da Boringhieri. Scritto in maniera ripetitiva e non sempre chiara, nonostante gli sforzi del suo autore, il saggio era andato tuttavia imponendosi rapidamente per il valore di stimolo delle intuizioni, per una certa organicità, oltre che per la scrittura entusiastica del suo autore.
Kohut riformulava idee già note, coniava nuovi termini (l'espressione ‘sé grandioso’ ebbe rapida fortuna) e prospettava strategie differenziate d'intervento che furono ben accolte da non pochi analisti. Fino all'idealizzazione, potremmo dire: Martin James, non si sa se con ingenuità o con ironia un po’ sinistra, scriveva che Kohut aveva fatto per il narcisismo ciò che Dickens aveva fatto nell'800 per la povertà.
Le aree di interesse specifico erano in sostanza la “fisiologia” e la “patologia” del narcisismo: le stesse che Kernberg aveva scelto come oggetto delle proprie indagini privilegiate assieme allo studio dei casi borderline. L'esito di queste ricerche di Kernberg apparve sul Journal of American Psychoanalytical Association nel 1967; nel '70 e nel '71 sull'International Journal of Psycho-Analysis. Nel 1974, fu