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Il tempo è uno del temi favoriti di poeti e scrittori oltre che dei filosofi e lo psicoanalista che ad esso si accosta sfugge difficilmente all'impressione che su questo argomento tutto sia già stato pensato e detto. Ma spesso la psicoanalisi riscopre, secondo le sue modalità, quello che i poeti avevano più volte intuito e, del resto, su molti temi accade che ogni generazione e ogni cultura debbano misurarsi, riappropriandosi una verità infinite volte raggiunta. È quanto accade col problema del tempo e, in particolare, col problema del senso del tempo interno che più da vicino interessa lo psicoanalista.
Fa parte dello sviluppo emotivo dell'essere umano imbattersi nel problema del senso temporale interno ed è inevitabile quindi che tutte le epoche, e non solo la nostra, come invece a volte viene sottolineato, siano “sensibilissime al tempo che continuamente udiamo rombare come il frastuono della cascata che ci inghiottirà e verso la quale senza scampo fluiamo” (Tomasi di Lampedusa, 1978). Così noi ci riconosciamo in un poeta che ci parla del tempo e del suo tempo interno, perché anche in noi è avvenuta una elaborazione analoga che non ha tuttavia trovato espressione artistica.
Anche la letteratura psicoanalitica su questo tema è ormai relativamente vasta; essa presenta una caratteristica, ma non esplicitata, oscillazione fra il concetto di tempo e il vissuto di tempo. Questa ambiguità, che è anche una delle difficoltà del problema, risale già a Freud.