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Conosco da molto tempo il Dr. Theodor Dosuzkov, psicoanalista di fama internazionale, residente a Praga. Dei suoi lavori scientifici, d'altronde, gli studiosi italiani hanno già potuto avere, ne gli anni passati, esempi preziosi.
Ma io vorrei qui concedermi qualche ricordo personale. Negli anni successivi all'ulti ma guerra, il Dr. Dosuzkov riunì intorno a sé un gruppo di allievi e di collaboratori; e sebbene la psicoanalisi non fosse «ufficialmente» accettata in Cecoslovacchia, non mancò di coltivarne e farne apprendere il dottrinale e la tecnica a parecchi seguaci. Aperto a ogni nuova e fertile veduta, Dosuzkov mi invitò un paio di volte a tenere seminar di psicoanalisi a Praga; e fu lui a promuovere un invito della Facoltà Medica di quella Università, rivoltomi affinché parlassi, a un più vasto uditorio, della situazione della psicoterapia in Italia.
Non sono più tornato a Praga dopo la fine della cosiddetta «primavera». ma sono rimasto in contatto sia pure sporadicamente con il caro amico ed eminente Collega. Adesso, egli è un uomo anziano e solo (la moglie gli è morta un paio d'anni fa, ed io stesso, nel i 969, mi adoperai affinché la figlia potesse lasciare Praga e stabilirsi nella Repubblica Federale Tedesca, dove attualmente vive con i figli e con il marito, che al pari di lei è psichiatra e psicoanalista). Ma le asprezze della vita, le difficoltà economiche, gli ostacoli alla sua professione, non lo hanno fiaccato. Membro «at large» dell'Associazione Psicoanalitica Internazionale, il Dr. Theodor Dosuzkov non ha ammainato, nella Cecoslovacchia «in sofferenza», la bandiera che difese in tempi migliori.