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Si presuppone che il lettore sia sufficientemente informato sulla interpretazione fisiologica dei processi mentali attinenti all'isteria.
Il problema stesso delle nevrosi ossessive presenta infatti alcune convergenze con gli aspetti clinici dell'isteria. Su questa rivista, peraltro, sono già comparsi due miei lavori incentrati sull'isteria di conversione e sull'isteria di angoscia.
La psiconevrosi ossessiva ha costituito per Freud il principale centro di interesse durante il periodo che va dal 1909 al 1918. I suoi casi clinici sulla nevrosi ossessiva costituiscono a tuttoggi due contributi classici di valore ineguagliabile. Non occorre sottolineare in questa sede che dobbiamo alla teoresi freudiana la prima costruzione metapsicologica di questa allarmante forma di patologia mentale. Freud ha infatti elaborato i fondamenti sui quali soltanto può articolarsi una conoscenza psicodinamica delle nevrosi ossessive, e cioè i concetti di meccanismo di difesa, fissazione della libido, conflitto intrapsichico e regressione dell'Io.
Come è noto, molti psicoanalisti dopo Freud si sono occupati delle nevrosi ossessive e finalmente nel 196 il ventiquattresimo congresso della Associazione Psicoanalitica Internazionale è stato dedicato interamente ai problemi della nevrosi ossessiva.
Non è mia intenzione cercare di ricapitolare i vari problemi attinenti alle sindromi anancastiche in quanto lo scopo preminente di questa nota è costituito da una discussione dei meccanismi fisiologici