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“È la teoria a decidere cosa dobbiamo osservare”.
A. Einstein (1).
1) Tenuto conto che l'uomo è il solo organismo che si conosca che usi moduli di comunicazione sia analogici che numerici, l'analista, dal punto di vista della pragmatica della comunicazione, potrebbe essere considerato, molto schematicamente, come un calcolatore che è in grado di ricevere informazioni o analogiche o numeriche e informazioni analogiche e numeriche insieme e che ha la capacità di elaborarle e programmarle rispondendo con un codice numerico (2).
Sono comunicazioni analogiche tutte le comunicazioni non verbali: i gesti, il tono della voce, il respiro affannoso, il sudore, gli odori corporei, a volte il bisogno impellente di urinare, una buona parte delle somatizzazioni, alcuni quadri sintomatologici come la catatonia e il negativismo ecc. Quanto mai analogiche sono le comunicazioni che passano dalla madre al bambino ma soprattutto dal bambino alla madre e tutte le comunicazioni provenienti dagli istinti.
Il silenzio nella seduta duale è certamente pieno di comunicazioni analogiche.