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L'analisi, regno intermedio tra il sogno e la realtà, incontra, all'interno della sua storia, la dimensione del silenzio la cui complessità è tale da appartenere pienamente alle vicende naturali del processo psicoanalitico. Il silenzio tra due persone che fanno parte di uno scenario è pregnante di messaggi, di comunicazioni non verbali, di sottintesi relazionali il cui significato non sempre è univoco.
Il silenzio, la sua funzione d'ascolto senza forzature frontali, appartiene alla storia della rivoluzione epistemologica psicoanalitica e quindi si collega al mutamento metodologico introdotto da Freud7 nello studio dei fenomeni psichici; esso è uno dei corollari della visione nuova del rapporto che appunto Freud andava elaborando dopo il ripudio del metodo catartico.
Lo scenario analitico segnò l'inizio di un approccio che rivalutò la funzione dell'ascolto, sottolineandone l'intrinseco aspetto dialogico.
Il silenzio, come strumento di ascolto, capovolse la tradizionale ottica psichiatrica e ne segnò il declino. L'anamnesi fu sostiuita da un nuovo metodo di essere e “la lastra di vetro” divenne la via di comunicazione tra due inconsci ed il silenzio uno dei più significativi momenti conoscitivi.
Oggi ci rendiamo conto, ancora una volta, dell'importanza del silenzio nella teoria e nella pratica psicoanalitica e lo scopo di questo