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Il concetto di Sé nella accezione di Winnicott1 è un importante contributo alla teoria della psicoanalisi ed un contributo allo studio della psicopatologia e della patologia psicosomatica.
Così come possiamo, infatti, avere errori del metabolismo di natura genetica, nello stesso modo si possono determinare errori del metabolismo mentale, errori che hanno luogo sulla base di un contenere (con le braccia, con gli occhi, con la voce) che non è abbastanza buono per quel particolare bambino, in un periodo della vita in cui non si è ancora avuta una organizzazione del Sé.
Vorrei indicare come difetti maturativi questi errori del metabolismo, in cui gli ingredienti fisici delle prime esperienze sensoriali non riescono ad essere metabolizzati in prodotti psichici. La patologia psicosomatica, a mio avviso, si basa, in origine, su questi difetti.
Essa si instaura subdolamente, come una alternativa al contenimento non sufficientemente buono, oppure che si va perdendo troppo in fretta, o che si teme di perdere, in un momento in cui la formazione del Sé non è stata raggiunta, né è stata raggiunta, con questa, la capacità di comunicare e di mettersi in rapporto.
In questa luce, tutta la patologia psicosomatica può essere vista come un difetto di integrazione, e può essere ascritta a quelle che Winnicott indica come “agonie primarie” 2