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In questo scritto prendiamo in peculiare considerazione l'importanza di una impostazione spazio-figurativa, scelta per tradurre, nell'immediatezza del presente, l'essenzialismo morfologico-emozionale della relazione analitica. Configurazioni orientate allo strutturale caratterizzano spesso con maggiore pregnanza i “tipi di legame” in atto che in taluni momenti è dato cogliere con particolare evidenza tra i due protagonisti concreti della vicenda analitica. L'esercizio di traduzione degli eventi in formazioni più definite, come le immagini richiedono, trasforma la sfuggentezza del non conosciuto in prassi di vicino-lontano, aperto-chiuso, dentro-fuori, informe-formalizzato, che conferiscono spessore, presenzialità e connessioni ai partecipanti e a quanto accade intorno a loro: la stessa possibilità di lettura, a più livelli interpretativi, di quello che viene verbalizzato, è di per sé un esercizio che dà volume alla relazione analitica.
Analista e paziente sono subito insieme nella rete analitica e tutto quanto corre fra loro, inclusa la cosiddetta libera associazione, è descrittivo della relazione. La comunicazione, sotto forma di forma, consente di sottolineare il senso prevalente della situazione in atto, lasciando il ventaglio interpretativo come costellazione allusiva nella figura comunicata.
Una qualsiasi riflessione teorica sul tema “relazione” descrive, prima di ogni altra cosa, una condizione interna attuale, relativamente stabilizzata e consapevole, di chi riflette. Pensiamo che questa