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Si tratta della traduzione di un'opera francese del 1976. In essa appare evidente il programma di armonizzare ed integrare la teoria metapsicologica classica con ipotesi più moderne di tipo struttura-lista, ciò senza mai perdere di vista l'indirizzo fondamentalmente clinico e la finalità didattica. Il libro è diviso in due parti, una dedicata alla teoria ed una alla clinica. Nella prima sono affrontati in maniera
classica gli aspetti genetici e metapsicologici e le difese; la seconda, molto ricca, contiene una precisa trattazione di alcuni dei temi classici della psicopatologia ed una applicazione della nozione di struttura, quale viene ricavata dal modello clinico, con l'isolamento di strutture distinte, nevrotiche, psicotiche, o borderline. Il loro punto di scompenso è espresso attraverso particolari modalità di angoscia (di astrazione, di frammentazione dell'Io, abbandonica).
Queste suddivisioni comportano la possibilità di giungere ad una diagnosi strutturale, da distinguere da quella clinico-sintomatologica. Mentre appare ben riuscito e fruttuoso il tentativo di integrazione fra l'approccio classico, quello strutturale e quello psicodinamico, lo stesso non può dirsi nei riguardi della armonizzazione ditali aspetti con la metapsicologia. Questo non per una incapacità degli Autori, ma perché il compito sembra essere irrealizzabile. Penso sia proprio la adesione ai classici concetti metapsicologici quella che rende difficile una esplicita definizione di struttura ed una chiarificazione degli aspetti funzionali.
Il libro è suddiviso in brevi capitoli ed il suo schematismo e la sua chiarezza espositiva lo rendono particolarmente utile ai fini didattici. Apprezzabile anche la posizione di equilibrio fra i vari indirizzi della letteratura più moderna.