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Le cose che sto per dire potranno sembrare spesso personali. Ciò è dovuto al fatto che racchiudere in poco spazio un argomento così vasto e nello stesso tempo costantemente al centro della ricerca psicoanalitica è praticamente impossibile. Dovrò fare una sintesi che racchiuda possibilmente in alcuni punti chiave l'argomento, e ridurrò con questo le citazioni all'indispensabile. Nel fare la sintesi entrerà, evidentemente, la mia lunga esperienza psicoanalitica sul tema e, a volte, la mia posizione personale al riguardo. Ma in questo caso farò in modo che si possa distinguere ciò che è soltanto il mio contributo. Ciò che mi propongo è di tentare una descrizione, sulla base delle attuali conoscenze psicoanalitiche, delle fasi iniziali dello sviluppo differenziato della mente dal corpo, a partire dalla vita intrauterina.
La psicoanalisi considera l'attività mentale come la funzione più altamente differenziata del corpo, talmente differenziata da richiedere un suo proprio metodo di indagine, atto cioè a studiate i suoi fenomeni come sono, indipendentemente dai presupposti biologici che li sottendono. Tuttavia, la psicoanalisi considera il corpo e la mente sotto l'aspetto di un “continuum” funzionale, l'elemento chiave del quale rimane quello di un processo, nella differenziazione della funzione mentale, la cui direzione è dal corpo alla mente, ma che la psicoanalisi studia nella direzione della mente al corpo.