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Le condizioni del lavoro analitico richiedono allo psicoanalista particolari capacità: la capacità di sopportare di non capire per lungo tempo senza far ricorso a schemi intellettuali, libreschi e a modelli; la capacità di tollerare di essere e stare solo, ma nello stesso tempo di confrontare il proprio lavoro con colleghi anche di orientamento diverso, sopportando critiche senza cadere nella tentazione dello scissionismo; e le capacità di base richieste da ogni ramo della scienza. Allo psicoanalista si richiede, tra l'altro, la capacità di identificarsi empaticamente con il paziente. Una difficoltà particolare nel lavoro dell'analista può essere il dubbio o il timore di non svolgere un lavoro veramente scientifico, vale a dire sufficientemente garantito e assimilabile ai procedimenti di altri campi di ricerca scientifica.
Intendo qui sostenere la tesi che l'attività analitica è attività di ricerca in senso stretto, con caratteristiche identiche a quelle delle altre attività di ricerca e altre sue particolari, come vedremo. Per inciso, quando l'attività analitica è condotta con lo spirito di una ricerca, le sue potenzialità terapeutiche ne vengono incrementate. È noto che l'effetto terapeutico dipende sia da fattori economici (quantità delle pulsioni libidiche e distruttive e loro grado di integrazione, che fanno parte della dotazione costituzionale dell'analizzando, sia dal modo in cui la sua struttura mentale ha interagito con la psiche