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Il libro ha una prefazione di L. Nissim Momigliano, la quale, nel chiedersi il motivo della scelta del tema trattato, dichiara che è “l'impegno a contenere la sofferenza psichica, i sensi di impotenza e la disperazione delle persone coinvolte in questi drammi… siano stati l'elemento principale che ha spinto gli autori ad una elaborazione
sempre più approfondita di tali sentimenti dentro loro stessi e gli ha permesso non solo di tollerarli meglio ma anche di darci con una opera scientifica la prova della loro fiducia nella vita”. La lettura del libro dà ampia possibilità di aderire a questa conclusione tanto più che spinge la stessa presentatrice a parlare di sé dai momenti più drammatici della sua vita quando potè uscire viva dai campi di sterminio ed iniziare, piena di lutti per le perdite subite dopo la crudele guerra, la sua scelta e preparazione professionale di curare e capire gli altri.
Gli autori, L. Di Cagno, nota e conosciuta in Italia non solo per il suo valore professionale ed i suoi contributi scientifici ma anche per le sue attitudini a promuovere e stimolare la crescita e la formazione delle persone che lavorano con lei, Franco Ravetto ed il gruppo di collaboratori che hanno partecipato alle ricerche ci offrono un panorama di lavoro clinico svolto in Centri specialistici del Policlinico Pediatrico, centri di cura delle malattie croniche e mortali ma extracerebrali, essendoci in queste ultime una già abbondante letteratura.
Quello che ha destato molto interesse in me, in quanto psicoanalista, è il fatto che gli autori ci dimostrano come, grazie all'introduzione della cultura psicoanalitica nell'ambito pediatrico e psichiatrico, grazie ad una preparazione di base del personale curante e del personale di assistenza realizzata con l'osservazione della relazione madre-bambino ed in molti di essi con l'analisi personale e per tutti con supervisioni individuali e di gruppo con psicoanalisti italiani e stranieri, è stata raggiunta e sono stati resi possibili i