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L'idea ispiratrice del gruppo di lavoro è stata questa: cosa avviene quando un'analisi non procede più? Quando sembra di non poter più capire? Quando se ne perde il filo conduttore? C'è qualcosa che avviene nella relazione analitica che è descrivibile con sufficiente chiarezza, che si ripete in diversi pazienti e nelle mani di diversi psicoanalisti? Naturalmente tutti sapevamo che esistono un certo numero di quadri difensivi catalogati e descritti che bloccano temporaneamente, ma anche definitivamente un'analisi, da mettere in conto alle difese. Quello, però, che aveva attirato la nostra attenzione erano situazioni nelle quali non solo non era sempre evidente una chiara situazione difensiva, ma sembrava perfino che l'analisi procedesse bene, pur senza dare frutti in termini di “insight”. Situazioni nelle quali il paziente poteva commentare in questi termini:
“Io faccio tutto quello che devo fare, e lo trovo talvolta anche interessante, però non vedo niente di rilevante, niente da cui possa aspettarmi qualcosa di utile per me”. Talvolta poteva aggiungere che era anche molto bello e l'analista molto bravo, ma… non serviva a nulla!
Siamo abituati a lavorare insieme da tempo: ci raccontiamo a turno le nostre analisi e ci scambiamo le nostre opinioni sui materiali chimici raccolti e presentati. Abbiamo notato che mentre in alcuni casi gli astanti portano contribuiti che ampliano, focalizzano meglio, correggono il tiro della comprensione e dell'interpretazione dell'analista,