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Durante il trattamento analitico può accadere che la relazione fra analizzando e analista assuma una modalità, definibile come perversa, la quale, pur avendo con la perversione come quadro clinico alcuni punti in comune. se ne distacca per altri versi, e non è necessariamente, né unicamente, propria di quelle persone che agiscono pratiche sessuali perverse nel senso psicoanalitico classico del termine.
Si tratta qui piuttosto dell'uso nella relazione transferale di alcune delle modalità mentali che operano nella perversione, vale a dire del tessuto e delle strutture psichiche che sottendono le perversioni e che talvolta paiono affiorare nel transfert perverso per così dire allo stato puro.
In questo lavoro accolgo la tesi che esista uno specifico transfert perverso (così come può prodursi, accanto al transfert nevrotico, un transfert psicotico) e tento di chiarire come esso poggi in particolare su meccanismi di diniego e di scissione, attivi soprattutto in attacchi mascherati all'unione dei genitori, con tentativi di dividere la coppia e colludere con uno dei genitori non tanto ai danni dell'altro, quanto ai danni del suo legame con l'altro genitore. Tale collusione avviene a un livello pregenitale. Per ultimo cerco di descrivere come nella relazione analitica questa collusione si proponga come un complesso gioco di identificazioni e controidentificazioni proiettive (nel senso che León Grinberg ha dato a questa espressione).
Costanti, anche se da me non puntualmente esplicitati riferimenti, sono, in questa indagine, le ipotesi di Freud sulla perversione, il feticcio