You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Nei giorni 27 e 28 marzo 1981 si è tenuto a Roma un convegno della Società Psicoanalitica Italiana in onore di W. R. Bion. Esso si è articolato in cinque tranches, tre delle quali nella giornata di venerdì 27, le rimanenti due il giorno successivo. Sono stati letti diciotto lavori e si è cercato di ritagliare all'interno di questa lettura uno spazio
per la discussione: spazio spesso insufficiente che ha costretto i partecipanti a comprimere i propri interventi o, talvolta, a rinunciarvi. Un segno ulteriore, questo del tempo mancante, del successo ottenuto dal convegno e del desiderio partecipativo che i membri della Società hanno espresso intervenendo numerosi e ripagando, con la loro presenza, gli sforzi e l'impegno dei colleghi che si sono fatti promotori di questa iniziativa. Ad essi, alla Commissione scientifica e all'esecutivo della nostra Società credo vada espresso il nostro ringraziamento. Per averci permesso, e non credo di manifestare un sentimento non condiviso, di vivere un momento particolarmente ricco e stimolante, che non fosse soltanto ufficialmente celebrativo ma che, proprio nello spirito dell'eredità lasciataci da Bion, fosse una occasione ulteriore di verifica, di approfondimento, di interrogazione e di dubbio critico intorno all'insegnamento, agli stimoli, e ai “mutamenti” che costantemente Bion ci ha proposto e ci ha trasmesso.
La partecipazione di Partenope Bion-Talamo ha aggiunto una particolare nota di commozione: la sua presenza, i suoi interventi al dibattito, le sue precisazioni ed infine un breve lavoro su una copia di un oggetto originale costruito da Bion e andato perduto hanno dato, ad ognuno di noi, una emozione ed una risonanza particolari permettendoci un contatto più intimo, quasi familiare, con la figura di Bion. Partenope Bion ci ha ricordato la costante preoccupazione di Bion di riuscire a cogliere ed a trasmettere tutta la ricchezza emozionale dell'incontro con il paziente cercando costantemente di superare le difficoltà intr