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Non sappiamo attualmente, se da adolescente o da giovane adulto, Bion si sia mai cimentato in produzioni artistiche o letterarie. È certo però che una insolita sensibilità estetica si accompagnava in lui a uno straordinario amore per le bellezze della natura. “Tutte le cose belle lo commuovevano fino alle lacrime, sia che fosse poesia, musica, pittura, scultura, o che fosse il paesaggio del Norfolk, i suoi uccelli marini e le sue allodole” 1. Ma ciò che in questa sua sensibilità più lo caratterizzava era un profondo amore per la poesia, un amore che traeva origine dai tempi della scuola, al Bishop's Stortford College. “Dice molto della sua scuola” - ha notato acutamente Francesca Bion - “il fatto che egli non sia stato forzato a odiare i poeti prima di avere avuto il tempo di amarli” 1. Milton, Virgilio, Shakespeare, Keats, Shelley, sembrano essere stati i poeti che di più a scuola lo avevano impressionato. Da allora, l'amore per la poesia durò tutta la vita. Abbiamo appreso dopo la sua morte che egli intendeva pubblicare una antologia di poesia ad uso degli psicoanalisti. “Non” - egli diceva - “per chiunque sia semplicemente chiamato psicoanalista; non l'etichetta della certificazione, ma la cosa vera” 1. Di questa antologia arrivò fino al punto da scrivere l'introduzione. C'è da augurarsi che il testo di questa introduzione venga presto pubblicato, ma ecco che cosa in essa ha scritto Bion del suo rapporto con i poeti: “Ricorro ai poeti perché mi sembra che essi dicano qualcosa in un modo che è