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Whether to see life as it is will give us much consolation, I know not; but the consolation which is drawn from truth, if any there be, is solid and durable: that which may be derived from error must be, like its original, fallacious and lugitive.
(Samuel Johnson).
Ho scelto di parlare della Klein come inizio di queste giornate dedicate al ricordo di Bion e alla illustrazione del suo pensiero, in quanto mi sembra utile potere stabilire un collegamento tra quello che è il contributo di Bion e le ricerche precedenti, dalle quali, se volessimo risalire fino a Freud, potremmo vedere dipanarsi un filo che si svolge e si arricchisce con una continuità di sviluppo che deriva dalla genialità, dalla generosità, dal coraggio intellettuale e morale di coloro che hanno portato il maggiore contributo al progresso della nostra scienza.
Bion, oltreché di John Rickman, col quale fece la sua prima esperienza di analisi, e con il quale collaborò nel suo primo lavoro sui gruppi fu allievo e in seguito collaboratore della Klein.
Egli si serve dei concetti e delle teorie della Klein per le sue pri-me osservazioni assieme alla Segai e a Rosenfel di prima ancora di utilizzarle nella elaborazione di quello che è il suo campo più nuovo: lo studio del pensiero e il tentativo di elaborare una teoria capace di descriverne il funzionamento con una qualche precisione.