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Insegnamento fondamentale di Bion è che la mente deve liberarsi dell'ingombro della memoria e del desiderio, se essa deve cogliere l'oggetto. Freud, nell'Interpretazione dei sogni, indica la necessità di liberare continuamente il sistema della percezione al fine di permettere il contatto con il mondo esterno e interno e precisa che lo spostamento dell'attenzione sui sistemi mnestici conduce ad una sospensione temporanea di tale contatto. Questi concetti, che Bion sviluppa e applica alla situazione analitica, sono identici per la creazione e la scoperta scientifiche. Il pensiero psicoanalitico sembra ancora non essere in grado di dimenticare Freud (o Melanie Klein o Bion) e, in quanto investe libidicamente oppure odia o si identifica o aderisce a questi oggetti, non riesce a operare rivoluzioni scientifiche psicoanalitiche. Queste richiedono un distacco avvenuto e compiuto degli oggetti psicoanalitici del passato, che devono essere stati internalizzati e aver dato luogo a identificazioni ed essere stati dimenticati nell'inconscio. Il destino della creatività, nella situazione duale psicoanalitica come nella scoperta scientifica, dipende da tale internalizzazione e distacco, che sono la condizione della separazione e dell'autonomia, della capacità di guardare non attraverso l'oggetto e i suoi occhi, ma con i propri occhi, che conservano una traccia mnestica inconscia della bellezza e della ricchezza dell'oggetto. La psicoanalisi vive oggi la difficile condizione del lavoro all'interno di un paradigma scientifico, quello costituito dalla costruzione freudiana; il lavoro consiste nell'apporto di integrazioni, arricchimenti e consolidamenti