You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La tesi sostenuta in questo rapporto parte dalla assunzione logica che il pensiero di Bion è talmente complesso da generare difficoltà in chi vi si accosta per la prima volta e da essere stato persino giudicato da alcuni non integrabile col pensiero di Freud, quindi eterodosso nei confronti della psicoanalisi. Per questo Bion ebbe ed ha ancora molti nemici, al di fuori e all'interno del campo psicoanalitico. La tesi è invece quella che Bion si trova in perfetta sintonia con la teoria psicoanalitica e in particolare col pensiero di Freud. Allo scopo di dimostrarla, è necessario procedere ad una ricostruzione genetica della cultura psicoanalitica di Bion, considerandone le molteplici ed eterogenee pre-condizioni.
La prima attiene al fatto che Bion trascorse i primi Otto anni della vita a contatto della cultura indiana, dalla quale trasse ispirazione al misticismo, alla trascendenza e spiccata sensibilità poetica. Nella vita adulta la conoscenza dei mistici occidentali, in special modo di Giovanni della Croce, nonché della poesia universale, contribuirono alla vitalizzazione di questa radice culturale. La seconda pre-condizione attiene alla psicoanalisi, che Bion esperimentò a livello freudiano, con Rickman, e a quello c.d. evoluto con M. Klein; egli riuscì nel difficile compito di ibridare “simbioticamente” questi due modi di fare e concepire la psicoanalisi, conferendo al secondo la rigorosa struttura scientifica che Freud aveva impresso alla disciplina da lui fondata; in più Bion fu capace di impregnare il connubio tra i due pensieri con una profonda ispirazione poetica e mistica.