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Il mio tema è molto vasto e complesso. Non è stato esplicita mente trattato da Bion, ma dai suoi commentatori. In particolare se ne è occupato Meltzer negli ultimi capitoli del suo libro, parte terza de “Lo sviluppo kleiniano” (Clunie Press, 1978) e nei seminari tenuti a Bologna nel giugno 1977. Date le molte relazioni concentrate in poco tempo in questo Convegno, mi limiterò a presentare nel modo più sintetico (contando sull'intuito dell'uditorio e su quanto già esposto ed illustrato dai relatori che mi hanno preceduto) due o tre punti per la discussione.
Parlando di difesa - meccanismi di difesa, operazioni di difesa, organizzazioni e sistemi difensivi - il concetto chiave in M. Klein è fantasia inconscia: elaborate fantasie inconsce usate come meccanismi di difesa (identificazione proiettiva, meccanismi di scissione, meccanismi maniacali di espulsione e ossessivi di controllo) e organizzate, a seconda del tipo di angoscia che le nutre e dell'oggetto (parziale o intero) verso il quale sono rivolte, in atteggiamenti di base della personalità chiamati posizioni schizoparanoide e depressiva.
In Bion il concetto chiave è funzione alfa, che trasforma impressioni sensoriali (elementi beta) in elementi alfa, che sono come immagini visive del sogno conservate come memoria o usate per pensare. Bion è esplicito nel dichiarare che quello di funzione alfa è un concetto vuoto, da riempire con cautela, di significato, come sta avvenendo da 30 anni con quello di identificazione proiettiva inventato