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L'analisi del pensiero bioniano permette di rilevare una continuità tra “Il linguaggio e lo schizofrenico” , “Esperienze nei gruppi” e “Attenzione e interpretazione” che, come è noto, ha come sottotitolo “una prospettiva scientifica sulla psicoanalisi e sui gruppi”.
Già a partire dalle prime ricerche sui gruppi Bion considera la psicoanalisi un gruppo di lavoro specializzato nella gestione dell'assunto di base di accoppiamento. La teoria sessuale delle nevrosi di Freud viene così subordinata ad un assunto di base. Ciò apre la strada ad una visione sociale della clinica psicoanalitica. Bion rifiuta la teoria libidica del collettivo, sostituendo, al concetto di libido, quello di valenza, definito come “funzione spontanea e inconscia delle capacità sociali della personalità dell'uomo”; ciò è vero anche se afferma che nel gruppo di accoppiamento la valenza è la speranza messianica, che il cemento del gruppo dipendente è la colpa e la depressione e che il cemento del gruppo lotta-fuga è la rabbia e l'odio.
Da tale mossa radicale è derivata - in realtà - una nuova concezione del complesso edipico. Scrive infatti Bion: “Le osservazioni possono essere raggruppate in due categorie la cui affinità è dimostrata da fenomeni che, se esaminati con un metodo, sono centrati sulla situazione edipica in rapporto con il gruppo di accoppiamento e, se esaminati con l'altro, sono centrati sulla sfinge e collegati ai problemi della conoscenza e del metodo scientifico” (1).