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La fantasia sembra originariamente associata all'immagine, è soprattutto all'immagine visiva, e molte fantasie si possono trovare espresse nei sogni. Freud notò che l'immagine visiva precede, nello sviluppo della mente, il pensiero verbale, e che rispetto a questo il pensiero visivo è più vicino alle “cose”1. Ancora più vicino alle “cose” si possono porre, mi sembra, le esperienze mentali primitive del corpo, che sono costituite da particolari sensazioni connesse a un funzionamento specifico (in origine quello dell'alimentazione). In caso di necessità, queste esperienze del corpo vengono espresse fisicamente, promuovendo attivamente e specificamente quel determinato funzionamento corporeo che dà luogo alle sensazioni di cui la mente ha fatto esperienza. Poiché la necessità è in genere legata a mancanze ambientali, la risposta psico-fisica sembra implicare una difesa intesa a proteggere e a mantenere la sopravvivenza. In genere, la riattivazione di un funzionamento specifico lo modifica anche, in accordo con il senso mentale dell'espressione. Questo corto circuito corpo-mente-corpo precede, con tutta probabilità, l'insorgenza della fantasia associata all'immagine. Prima cioè che la presentazione dell'immagine garantisca, nella mente, la “realtà” di ciò che viene presentato (Freud, l925)2, questa garanzia sembra essere fornita alla mente dal corpo.