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“Ogni essere umano è sempre schiavo di quello che ha detto e padrone di quello che non ha detto”.
La comunicazione inconscia rappresenta un argomento finora poco affrontato in psicoanalisi, anche se chiaramente ipotizzata da Freud, il quale, già nel lavoro L'inconscio, sottolinea che l'inconscio dell'analista e quello del paziente comunicano in qualche modo. Molti anni dopo, nella Introduzione alla psicoanalisi, descrivendo la comunicazione onirica ed il conflitto fra una resistenza e una forza che vuole esprimere qualcosa, Freud definisce chiaramente questa forza istanza comunicatrice.
Reso però il dovuto omaggio al padre fondatore, passo subito ad osservare che oggi la situazione è molto cambiata: prima di tutto, ai tempi di Freud, la comunicatologia era ancora tutta da inventare. In secondo luogo, in circa novant'anni di evoluzione del pensiero psicoanalitico, il concetto di inconscio è stato più volte sottoposto a revisioni e mutamenti, da chi lo ha implicitamente sacrificato ad una efficientistica psicologia dell'io, come la linea di tendenza che