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(Frammento di un caso)
Dal celebre saggio di Freud4 in avanti molte cose sono state apprese circa la varietà e la molteplicità delle fantasie inconsce volte a strutturare l'analisi come un processo tendenzialmente interminabile. Non rientra però negli scopi di questo articolo la ripresa in esame generale di esse, tema su cui sono state sviluppate riflessioni anche assai recenti2 12.
L'attenzione del presente lavoro vorrebbe invece polarizzarsi su un rischio specifico di potenziale interminabilità della analisi; quando cioè in essa assume marcato rilievo una fantasia del tutto particolare, segnalata e descritta da D. Meltzer8, nella scia del pensiero di Melanie Klein6 7, e da lui definita coll'appellativo: “gelosia delirante”,
Essa riguarda come contenuto centrale la presunta condizione di privilegio dei bambini rimasti interni alla madre (l'analista nel transfert). Si caratterizza per un profondo sentimento di ingiustizia subita attraverso l'essere stati fatti nascere, e il dono della vita è implicitamente considerato una maledizione discriminante perpetrata dalla madre contro il bambino che attraverso la nascita viene reso esterno, come una espulsione cattiva da un luogo di gratificazione permanente nel quale i preferiti sono invece autorizzati a rimanere.