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Che Edoardo Weiss venga ricordato in un'occasione come è l'inaugurazione del Centro veneto di Psicoanalisi deve apparire più che naturale. Comunque, io vorrei cogliere questa occasione per andare al di là del sottolineare il ruolo pionieristico di E. Weiss e parlare, nei limiti impostimi dal tempo a disposizione, del suo contributo scientifico. Il contributo psicoanalitico di Weiss non è molto conosciuto né in Italia né negli Stati Uniti, i due paesi dove Weiss aveva esercitato la psicoanalisi, complessivamente, per più di cinquanta anni. Nei lavori pubblicati in lingua inglese solo raramente viene citato qualche lavoro di Weiss e in Italia, se il suo nome viene menzionato più di frequente, questo succede, quasi esclusivamente, per ribadire il suo ruolo di pioniere psicoanalitico mentre non viene quasi mai discusso il suo contributo scientifico. Questa emarginazione del contributo psicoanalitico weissiano è già evidenziata dal fatto che nessuno dei suoi libri, scritti in inglese, è stato tradotto in italiano, se si eccettua il volumetto “Freud as a Consultant” (1970) che contiene, in aggiunta alle lettere inviategli da Freud, i suoi ricordi e commenti riguardanti lo stesso Freud nella veste di guida scientifica e consulente clinico. Tra gli psicoanalisti italiani Servadio (Weiss, 1970; Servadio, 1980) sembra essere quello che compiange di più il fatto che l'opera di Weiss non venga studiata