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Il riferimento a Franz Mesmer come l'iniziatore dei trattamenti “psicoterapici” dell'età moderna è usuale e frequente.
Questa attribuzione di paternità viene compiuta indifferentemente sia da chi, come T. Szasz, se ne serve per puntellare la sua violenta opposizione e denigrazione per ogni forma di psicoterapia, sia da chi, al contrario valutando positivamente l'importanza delle dottrine e tecniche psicologiche, fa merito retrospettivo a Mesmer di averne determinato l'avvio. F. Rausky, nel suo libro, propugna quest'ultima tesi, definendolo decisamente un “protopsicoterapeuta”.
L'Autore procede con una descrizione abbastanza particolareggiata delle concezioni mediche della II metà del XVII sec., facendone risaltare la diversità “sostanziale” con il pensiero di Mesmer.
Il sapere medico, gestito dalle reazionarie Facoltà, è ancora estremamente grossolano. La medicina, fondata essenzialmente sulle osservazioni anatomopatologiche, è una dottrina del corpo morto, che nel-la sua staticità mal si adatta all'organismo vivente.
Mesmer, laureatosi in medicina nel 1776 a Vienna con una tesi sull'influsso dei pianeti sui corpi terrestri, inizia la sua pratica professionale seguendo i dettami della medicina tradizionale. Il suo convincimento, che il vaiolo fosse provocato dalla stasi del sangue conseguente alla precoce legatura del cordone ombelicale nel neonato, lo colloca in pieno nell'atmosfera pseudocausalistica del tempo, ed insieme lo caratterizza per la disposizione ad una fertile fantasia a tinta magica.
Dall'esercizio di questo tipo di medicina non ricava tuttavia né grande successo sociale, né grande soddisfazione personale; ambizioso e intelligente ha bisogno di nuove strade. Passa allora a praticare la “magnetoterapia minerale”. Essa si basa sul presupposto che nel corpo umano agiscono delle forze in movimento: o verso il polo positivo della salute o verso il polo negativo delle malattie. L'intervento terapeutico è coerente alla teoria: si tratta dell'applicazione di ca