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Questo libro, uscito oltre un anno e mezzo fa, ha avuto larga diffusione e suscitato un vivo interesse, ma non è forse stato considerato da molti psicoanalisti con quell'attenzione che qui mi propongo di sollecitare. Si tratta di un libro antologico raccolto e coordinato sapientemente da R. Speziale-Bagliacca.
Si divide in tre parti. La prima sotto il titolo “Problematiche generali” comprende, oltre ad un capitolo introduttivo molto particolareggiato e puntuale dello stesso curatore, due saggi rispettivamente di F. Manoukian Olivetti e di F. Fornari.
La seconda parte dal titolo “Formatore e discente” comprende tre saggi rispettivamente di E. Enriquez, D. De Martis, M. Sapir.
La terza parte dal titolo “Esperienze di formazione” raccoglie resoconti di esperienze di M. Harris, F. Petrella, C. Conforto, A. Missenard e L. Frontori e si conclude, ancora assai opportunamente, con un lavoro dello stesso Speziale-Bagliacca, forse già noto ad alcuni di noi, dal titolo “Formazione e critica del testo letterario”: una ricca esemplificazione metodologica di insegnamento di gruppo che include i seminari su Re Lear.
Un'opera così densa e molteplice, sia pure nell'ottima coordinazione e pertinenza, non può consentire al recensore né un commento né un giudizio globale d'insieme.
Può darsi che il titolo un po' ambiguo e forse inesatto (meglio sarebbe stato “Formazione alla percezione psicoanalitica”) possa generare troppi entusiasmi ed aspettative negli operatori sociali non trained ma invece qualche perplessità negli psicoanalisti, compresi quelli che hanno o hanno avuto esperienze di lavoro come operatori sociali o come docenti. In realtà il libro affronta con razionalità e senso critico, ma senza eludere la realtà, certi problemi drammatici che sono sorti nel rapporto tra quegli psicoanalisti che si sono inseriti coraggiosamente