You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il merito principale di questo volume, che salutiamo nella edizione originale inglese, sperando che possa presto vedere la luce anche in edizione italiana, è quello di cercare di mettere ordine e di classificare gli stati autistici nei bambini sulla base dei processi maturativi,
così come possono venire colti nel transfert con i bambini autistici e psicotici.
Come è noto a quelli di noi che hanno avuto occasione di seguire lo sviluppo degli interessi dell'Autrice, sia attraverso i suoi scritti che in occasione dei seminari all'Istituto di Neuropsichiatria infantile di Roma, ed anche, ripetutamente, al Centro psicoanalitico di Roma, una delle sue capacità più rilevanti è quella di dedicarsi al lavoro con bambini autistici non solo con grande interesse ed impegno, ma anche con grande struttura interna e sensibilità agli sviluppi del loro bloccato o, quanto meno, distorto processo maturativo. Portare ordine, quindi, adoperando come riferimento, in modo attentamente analitico — sulla scia di Winnicott, da lei ampiamente citato — le sensazioni (dentro-fuori, pieno, vuoto, duro-morbido) che fanno parte delle primissime fasi del processo maturativo, e il loro mancato contenimento, per cui non hanno potuto avere luogo in questi pazienti quei processi che portano alla costruzione di un mondo interno, è cosa di non poco impegno, e significa rendere più accessibile l'autismo a una moltitudine di operatori che, per ragioni storiche complesse, tendono oggi ad affollare questo campo di studio.
L'Autrice fa poi tutto questo con una chiarezza concettuale del tutto insolita, come non di rado si trova tra gli analisti influenzati da M. Klein, forse per la fermezza e la uniformità della loro tecnica, che a volte (ma non in questo caso) può sembrare riduttiva, ed una acutezza di osservazione che solo il grande rispetto per il bambino psicotico può indurre, arricchito da un personale approccio positivo e immaginativo, e con l'aiuto di disegni e di piccole filastrocche dei pazienti che a