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Il mio atteggiamento nei confronti del 32° Congresso dell'IPA, che si è svolto ad Helsinki dal 26 al 31 Luglio 1981, è esplicitamente evocativo.
E questo per la straordinaria diversità del luogo dal punto di vista naturale (le enormi distese di laghi e foreste e l'esperienza di circa venti ore di luce solare ogni giorno), per le caratteristiche urbanistiche ed architettoniche peculiari del mondo scandinavo e finlandese in particolare, per i colori naturali che diventano diversi alla lunga luce, per le piazze di tutti i mercati, graziose e vivacissime, pervase dal gradevole profumo delle fragole abbondantissime e assai gustose.
Perché, sopratutto, ad un Congresso Internazionale si possono trovare suggestioni e stimoli, che debbono essere lungamente elaborati, anche per il fatto che attorno al “tema ufficiale” si sistemano, non ordinati, i contributi degli autori, che ovviamente, producono la personale posizione del momento rispetto all'argomento stesso. Perché è difficile dare spazio a tutti per la presentazione e la discussione, per cui le formule dei congressi si succedono rapide, sempre con l'intento di lavorare meglio. In ogni caso è utile trasmettere anche ad altri le proprie impressioni, se queste possono a loro volta diventare stimolanti e provocare curiosità.
Al Congresso sono intervenuti da tutte le parti del mondo moltissimi psicoanalisti ed anche la rappresentativa italiana era notevole, considerando il luogo, la data, che imponeva di procrastinare, almeno il tempo del Congresso, il periodo di vacanza e di riposo.
La sede del Congresso era la Finlandia Hall, una costruzione in marmo di Carrara, adagiata sulle rive di un lago, opera tarda del famoso architetto finlandese Alvar Aalto, sede nazionale di tutte le manifestazioni più importanti; l'organizzazione era assai adeguata e comprendeva anche interpreti che parlavano italiano.