You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Recentemente mi sono occupato di un aspetto particolare, per lo più negletto, dei fantasmi inconsci: ho cercato di mostrare come, a distinti livelli evolutivi, corrispondano all'inizio sensazioni, poi protoideologie (i believe systems di Money Kyrle, i codici affettivi di Fornari), infine vere e proprie ideologie. È un fenomeno questo che, dipanato più compiutamente dalla Scuola Inglese, per alcuni versi era già noto al Freud che scriveva, nel 1919, Ein Kind wird geschiagen. In questo lavoro (1982), per ragioni di economia espositiva, non ho affrontato il protomentale e anche certi aspetti tecnici, in particolare l'intervento concreto dell'analista nella pratica clinica. Avvertivo però il lettore che anche quest'ultimo capitolo omesso ha un'importanza che non può essere sottovalutata. Mi proverò ora a spendere qualche parola introduttiva sull'argomento, prendendo lo spunto della traduzione italiana di Maternità e sesso di Marie Langer (*) Prima però credo si debba fare un passo indietro.
Quando si parla di ideologia in psicoanalisi non pochi sono ancor oggi gli analisti che si irrigidiscono e provano un moto di rifiuto, nonostante il termine appaia sempre più frequentemente in riviste di prestigio, come lo stesso International Journal of PsychoAnalysis. È ancora vivo, anche se non proprio vegeto, il vecchio pregiudizio scientista di Freud per il quale la psicoanalisi non ha bisogno di una Weltanschauung.