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Il Protomentale: un tema arduo quant'altri mai che ci riporta alle esperienze più arcaiche con cui ha origine la nostra vita mentale. La ricerca di Imbasciati e Calorio si pone nella linea di quel lavoro “all'indietro” promosso dalle esperienze e dalle intuizioni della scuola kleiniana che ha ricercato in epoche sempre più remote e primitive gli elementi fondanti le nostre emozioni e il nostro stesso pensiero. Le osservazioni della Klein hanno promosso ricerche sulla vita evolutiva e sulla vita prenatale, in particolare si è aperta la possibilità che in epoca intrauterina si strutturino nuclei protomentali di attività che potranno, alla nascita, rappresentare l'abbozzo di una vita mentale vera e propria capace di regolare, con complesse modalità, la relazione del bambino con la madre.
Imbasciati e Calorio in questo libro si sono occupati del primo periodo della vita dell'individuo e delle emozioni che sottendono le sue prime operazioni mentali che porteranno poi ai processi più complessi della simbolizzazione e della costruzione del pensiero.
Mi limiterà in questa sede a discutere solo alcuni aspetti del lavoro di questi autori, che mi sembra siano più degni di attenzione da parte di noi psicoanalisti per il contributo che essi possono dare allo sviluppo teorico della nostra disciplina.
Imbasciati e Calorio si riferiscono all'inizio agli studi neurofisiologici relativi alla vita prenatale per introdurre il concetto di funzioni protomentali o nucleo protomentale di attività che è collegato alla sensorialità e alla trasformazione da parte del feto delle informazioni provenienti da oggetti esterni in rappresentazioni mentali, o oggetti interni. Il concetto di oggetto interno viene qui usato dagli autori “per indicare che la mente ha cominciato a costruire entro di sè qualche cosa che, anche se non rappresenta l'oggetto