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L'opera di K. Popper e J. Eccles, comparsa in edizione inglese nel 1977, appare ora in italiano presso l'Editore Armando in tre volumi. Prima di addentrarmi nella loro recensione vorrei esprimere la mia perplessità per la traduzione di “self” io “Io”. Tale traduzione, già presente nel titolo, è stata poi mantenuta nel corso del testo ed ha generato, almeno nel capitolo del primo volume dedicato all'Io, non pochi equivoci.
Il primo volume, interamente scritto da K. Popper, rappresenta una summa delle sue posizioni epistemologiche relative alla base di una interazione tra mente e cervello. Tale ipotesi, che K. Popper ha elaborato con J. Eccles, si basa, come è noto, sulla differenziazione del mondo in tre grandi sistemi: il mondo 1 o degli aspetti fisici che per i materialisti rappresenta un sistema chiuso; il mondo 2 o mondo degli stati mentali che comprende le disposizioni psicologiche e gli stati di coscienza ma può essere esteso, secondo K. Popper, anche agli stati inconsci; il mondo 3 quello dei contenuti del pensiero, dei prodotti della mente umana e della cultura letteraria, artistica e scientifica.
Questi tre mondi, contrariamente a quanto pensano i materialisti in senso stretto, sono, per gli autori, in connessione tra loro nel senso che il mondo 2 è in grado di appropriarsi degli oggetti culturali del mondo 3 per proporre e verificare ipotesi, ma per questo usa anche gli oggetti del mondo i che appare quindi come un sistema nonchiuso, aperto cioè ad una corrente che interessa osmoticamente i tre mondi. Anche il processo artistico in quanto ricreazione implica l'appropriarsi, da parte del mondo 2, di oggetti del mondo 3 e l'uso di oggetti fisici appartenenti al mondo 1.