You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Questa breve nota si divide in tre parti: presentazione dell'ipotesi, disgregarsi dei “ricordi amalgama”, Considerazioni conclusive. Per diversi motivi non mi è possibile presentare materiale clinico a supporto della mia esposizione, spero che essa risulti ugualmente sufficientemente chiara e confrontabile.
È utile ipotizzare l'esistenza di speciali ricordi che all'inizio della loro evoluzione, come in altro modo alcuni silenzi ed assenze in analisi, risultino del tutto privi di immagini (cfr. G. Hautmann 1977, pagg. 89-91).
L'origine di questi “ricordi” deve essere ricercata nella modificazione lasciata a livello della memoria da una situazione che non si è stati in grado di pensare, da una trasformazione che non si è riusciti a sperimentare (cfr. H. Segal 1979, pag. 3).
Queste non-esperienze, infatti, non hanno un contenuto di immagini, ma al massimo un alone di sensazioni, pure lasciano un luogo di attrazione (cfr. j. McDougall 1979, pagg. 268-9).
Esse si fissano intorno ad una passione, ad esempio: qualcosa di non definito ma che — come una sentenza a morte differita — viene ansiosamente ricercata ed angosciosamente temuta (cfr. D. W. Winnicott 1970, pag. 103-107); altre volte tali non-esperienze permeano un sentimento di profonda incapacità e di vergogna che grava su un certo aspetto della personalità; o anche, confluiscono nella