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La considerazione che il termine perturbante, traduzione forse impropria e debole di unheimlich (perturbante), suona in italiano, e credo in molte lingue, come il contrario di tranquillizzante o, per usare il termine psicofarmacologico, di “tranquillante”, oppure che la semplice spiegazione finale dell'apparizione perturbante della Gradiva di Jennsen, semplice perché non tiene conto di livelli e di modi più profondi, elimina l'elemento perturbante, fa subito venire in mente i due cardini dell'attività psichiatrica, la psicofarmacologia e la psicoterapia. Per questo l'unheimlich mi era servito in un altro contesto per porre in discussione il problema dell'identit' dello psichiatra. La tesi era che il binomio familiare-folle sia un modo possibile per rendere, nel suo doppio significato, evocante una doppia realtà tra familiare ed ignoto, questo concetto, e che in definitiva, termini usuali nella psicopatologia, come Wahnstimmung (atmosfera delirante), Weltuntergangerlebniss (vissuto di fine del mondo), comportanti sempre l'idea dello stravolgimento della realtà, considerate come esperienze alla radice della follia, potevano riportarsi all'Unheimlich, come comparsa del malato mentale nel contesto della famiglia o della comunità.
A ció, osservavo, al terrore comune dell'Unheimlich, potevano riferirsi quegli esorcismi della parola, per cui l'abolizione del termine