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Affrontando il problema dell'identità femminile è d'obbligo partire dalla citazione del celeberrimo brano di Freud del 1937 da “Analisi terminabile e interminabile”, in cui dice:
“… quelle crisi di profonda depressione della donna ammalata, derivanti dall'intimo convincimento che la cura analitica non servirà a nulla… (…). abbiamo spesso l'impressione che con il desiderio del pene e con la protesta virile, dopo aver attraversato tutte le stratificazioni psicologiche, siamo giunti alla roccia basilare, e quindi al termine della nostra attività. Ed è probabile che sia così, giacché per il campo psichico quello biologico svolge veramente la funzione di una roccia basilare sottostante. In definitiva il rifiuto della femminilità non può essere che un dato di fatto biologico, un elemento del grande enigma del sesso”. Freud in questo lavoro ritiene che “qualcosa che entrambi i sessi hanno in comune è stato costretto ad esprimersi in forme diverse a causa della differenza [anatomica] tra i sessi”; e questo “qualcosa” sia per l'uomo che