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Quanto qui esposto fa parte di un più ampio studio volto al rilievo di come la psicoanalisi sia stata assimilata da altre scienze e distorta nella cultura popolare, sicché l'immagine che di essa ha oggi l'uomo comune è assai dissimile, se non antitetica, da ciò che la psicoanalisi più autenticamente è. Un tal studio permette di rilevare, nella caricatura della cultura comune, le più sottili imprecisioni della psicoanalisi stessa, nonché alcune ambiguità degli analisti medesimi. Simile criterio metodologico, da me già usato per analizzare il senso di colpa (Imbasciati A., 1979), viene qui applicato più estensivamente, nell'intento di poter promuovere un maggior lavoro di definizioni teoriche e di precisazioni di linguaggio all'interno della psicoanalisi.
Carattere essenziale della psicoanalisi è l'andare al di là del fatto storico, occorso al singolo, per vedere invece le vicissitudini interiori nel loro sviluppo. La psicoanalisi nasce quando Freud — lettera a Fliess 21.9.1897 (Freud S., 1968) — mette in dubbio la verità dei traumi sessuali infantili riferiti dai suoi pazienti e si accorge che ciò che conta, non è quel che realmente accadde — il fatto storico —, bensì il vissuto organizzatosi nella mente del soggetto, sia esso o no corrispondente a fatti obiettivi. Su questa scoperta si fonda la psicoanalisi, ovvero l'analisi della struttura psichica: quest'ultima