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Nel corso della pratica psicoanalitica con adulti e bambini, mi sono trovata a riflettere sui fattori della relazione analitica che potevano promuovere in modo determinante lo sviluppo della soggettualità. Con questo termine vorrei indicare il fatto che la persona si possa porre come soggetto agente sia nella relazione con oggetti interni che nella relazione con il mondo esterno.
Ciò implica, a mio avviso, alcune tappe cruciali di sviluppo, che sono legate a processi di separazione e quindi di delimitazione del Sè, ma che prima ancora necessitano che gli oggetti primitivamente fusi con il Sè vengano oggettualizzati come reali, cioè resi esistenti come indipendenti e soprattutto resistenti (persistenti) in modo da poter poi essere usati in una relazione che non sia una semplice relazione di dipendenza.
Queste tappe sono particolarmente evidenti nell'analisi di una bambina di sette anni, Susanna. La bambina mi era stata portata in consultazione soprattutto per difficoltà scolastiche e ritardo nello sviluppo del linguaggio, dai genitori che la consideravano in fondo