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il saluto e l'augurio di buon lavoro, che a nome dell'amministrazione capitolina ho il piacere e l'onore di rivolgere alla prestigiosa Società psicoanalitica italiana in occasione del congresso del suo cinquantenario, non è puramente formale: in qualche modo, e credo in un modo importante, anche l'amministrazione di Roma è attiva nel vostro stesso campo, anche se ovviamente affronta i problemi su un altro piano che quello di voi specialisti; d'altra parte non pochi specialisti — psichiatri, psicologi — lavorano nelle nostre strutture, con compiti assai diversificati.
Proprio nei giorni scorsi, ad esempio, abbiamo definito il Dipartimento dei servizi di salute mentale, che dovrà intervenire in particolare nella fascia dell'età adulta. Gli aspetti più importanti di questo nuovo servizio sono un'educazione sanitaria di prevenzione a livello di tutta la cittadinanza, gli interventi diagnostico-terapeutici a livello ambulatoriale e domiciliare, con servizi terapeutici diversi alternativi, per l'emergenza psichiatrica. Questa nuova struttura globale dovrà consentirci una azione più vasta e più efficace in alternativa alla ospedalizzazione.
Ci siamo trovati di fronte ad una città in pericolo; una città crudelmente divisa fra un centro soffocato dal traffico, dai rumori, dalla polluzione, che è l'incubatrice ideale di quei disturbi nervosi o anche mentali che sono la condanna della società industriale metropolitana, ed una periferia da terzo mondo, borghetti di baracche, desolata periferia dove altri e anche più gravi problemi psicologici, psichici, mentali crescono nella emarginazione, nello sconforto, nella desolazione umana. Il problema era quello di condurre una sorta