You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La prego di accogliere il saluto riconoscente degli psicoanalisti italiani per aver voluto onorare con la sua ambita presenza l'apertura del loro V congresso nazionale, al quale ha inoltre concesso il suo alto patronato. Gli psicoanalisti italiani sono molto sensibili al fatto che la più alta autorità dello Stato sia tra loro, nel momento in cui si apprestano a celebrare con i lavori di questo congresso, il cinquantenario dalla fondazione della Società psicoanalitica italiana.
Un saluto da parte dei congressisti porgo anche alle Autorità regionali e comunali che sono intervenute a solennizzare questa cerimonia di apertura. Un particolare ringraziamento dobbiamo al Sindaco di Roma, Ugo Vetere, che ci ha concesso l'uso di questa celebre sala e delle splendide terrazze del Campidoglio.
La solidale e leale simpatia del comune di Roma verso la Società psicoanalitica italiana si può dire ormai tradizionale. Questi stessi spazi del Campidoglio ci furono concessi in occasione di un congresso psicoanalitico internazionale, vale a dire mondiale, che la Società italiana organizzò nel 1969. Dobbiamo inoltre l'attuale sede della Società psicoanalitica italiana alla generosa e disinteressata opera del prof. Frajese, nel periodo del suo assessorato, e del compianto sindaco Petroselli.
È per me un vero piacere rendere noto che questo congresso del Cinquantenario è onorato anche dalla presenza dell'attuale presidente dell'Associazione psicoanalitica internazionale, il Dr. Amedeo Limentani, un romano di nascita e di struttura, che si è fatto molto onore nella psicoanalisi inglese prima — dove giunse ad essere eletto presidente della British Psycho-Analytical Society — e poi nella psicoanalisi del mondo intero. A lato dell'amicizia personale che ci lega da molti anni, Limentani ha sempre seguito con amorevole