You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Riassunti delle relazioni presentate nella giornata intro duttiva:
La psicoanalisi viene a contatto con la cultura italiana attraverso la città di Trieste, sismografo del mondo asburgico e della Mitteleuropa. L'incontro tra Freud ed Edoardo Weiss è del 1908. E Weiss rimane alcuni anni a Trieste, prima di trasferirsi a Roma, potendo così illustrare la nuova teoria negli ambienti intellettuali e tra letterati ed artisti. Influenzati dalla psicoanalisi sono Svevo (“La coscienza di Zeno”) e Saba, e altri autori triestini tra le due guerre e ancora ai nostri giorni.
Tuttavia la penetrazione dei temi psicoanalitici non appare quale semplice diffusione culturale. L'esame della vita della città a partire da fine '700 permette di rilevare una situazione di pensiero ed un contesto antropologico e sociale che delineano per gradi una attenzione naturalmente psicoanalitica. Questi rilievi offrono aspetti paralleli a quel-li delineati da Karl Schorske e Massimo Cacciari per la Vienna asburgica.
La città di Trieste acquista figura moderna a fine '700 quale porto dell'impero, luogo per sperimentare un nuovo corso economico. Si prospetta subito un conflitto tra ordine immutabile e necessità del progresso, ed emergono altresì altre difficoltà, la composita coesistenza etnica e linguistica, la fatica a ricomporre in un mosaico unitario esperienze frammentate. Le teorie economiche di Antonio De Giuliani e la sua idea di “vertigine” annidata nello sviluppo, l'attenzione del Rossetti per il tramonto della classicità aurea e l'assassinio simbolico avvenuto proprio a Trieste dell'archeologo Winckelmann, il naturalismo psicologico dei letterati della “Favilla” e segnatamente di Francesco Dall'Ongaro,