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Riassunti delle relazioni presentate nella giornata intro duttiva:
Negli ultimi anni'vent, l'incidenza culturale della psicoanalisi sugli studi letterari ha dato luogo a una moltiplicazione impressionante di contributi, punti di vista, questioni, materiali: una moltiplicazione tale da rendere precario ogni sforzo di sintesi basato su un'informazione completa. Ma quanti e quali sono, rispetto all'incidenza della psicoanalisi sugli studi letterari, i “modelli” ricavabili dall'opera intera dello stesso Freud, se per modello s'intende un procedimento suscettibile di essere ripetuto, o meglio ri-sperimentato? Certo, la risposta a una simile domanda non può non dare spunto innanzi tutto a una ricostruzione quasi filologica sul filo dei testi freudiani, per chi si preoccupa di non commettere arbitri. Tuttavia, parlare di modelli nel senso che si è detto, vuol dire trattare questi testi non come un oggetto storico chiuso: bensì come un complesso di proposte rimasto aperto, la cui produttività ulteriore dipende da noi (e proprio per ciò può variare volta per volta).
Diremo, allora, che ci sono in Freud modelli espliciti e impliciti, modesti e ambiziosi, localizzati e totalizzanti. Ce ne sono che vengono proposti deliberatamente in rapporto col fenomeno della letteratura; e ce ne sono che possono riuscire illuminanti per lo studio di tale fenomeno, benché concepiti senza rapporto, o in rapporto parziale o indiretto, con esso. E c'è inoltre da tener conto, sull'arco cronologico, della nuova scienza, e la fiducia che la nuova scienza possa rinnovare la comprensione della letteratura. Così avremo da considerare modelli “canonici”, quali l'esemplificazione fittizia