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Se La psicologia fenomenologica di Eugenio Minkowski, pubblicato da Feltrinelli nel 1976, consolidava anche presso il pubblico non strettamente specialistico la notorietà di Mario Francioni, storico della psicologia fornito d'una strumentalizzazione moderna lungamente maturata, Psicoanalisi linguistica ed epistemologia di Jacques Lacan, uscito due anni dopo presso Boringhieri, ne mostrava il coraggio anticonformistico e l'abilità nello svelare il truc delle costruzioni lacaniane. Questa Storia della psicoanalisi francese, di cui il saggio su Lacan era evidentemente un'anticipazione, rivela infine l'ambizione di vasto respiro, mai parcellare, di questo storico.
Mi viene da accostare questo lavoro a quel fortunato La psicoanalisi nella cultura italiana che un francese della Savoia, quella volta, Michel David, dedicò alla “storia” della psicoanalisi in Italia, nel lontano 1966. Il paragone è però ingrato nei confronti di Francioni: quello di David era il piacevole lavoro di un erudito brillante che qua e là tentava la carta dello storico, questo di Francioni ha, al contrario, precisi intenti ricostruttivi d'un tes3uto culturale e scientifico. I risultati sono, a mio avviso, di notevole interesse.
Il saggio si apre con una Introduzione che è una lettera di intenti e a un tempo una esplicitazione del metodo: “…ogni narrazione storica non può mai essere neutrale, perché implica una selezione di dati particolari o di eventi individuali… in quanto ritenuti o ammessi implicitamente fondamentali o rilevanti ai fini di una loro interpretazione di senso…”. L'interpretazione dello storico, per Francioni, è tanto più feconda quanto più riesce a ordinare