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Mentre la psicoanalisi ha dominato il mondo dei sogni (Freud 1900), quello del sonno e dei diversi livelli di vigilanza e attenzione è stato lasciato alla indagine neurofisiologica (vedi Moruzzi, 1972 e Mancia, 1980).
Freud considerava il sonno un problema fisiologico, ma suggeriva che il desiderio di dormire fosse primario, basato sulla vita istintuale e guidato dal principio del piacere.
La moderna ricerca eto-neurofisiologica ha contribuito alla conoscenza dei processi dell' attenzione e del sonno-sogno portando evidenze in favore della ipotesi che la caduta di attenzione fino al sonno (collegata alle fasi non — REM) possa essere considerata la fase appetitiva e il sogno (collegato alle fasi REM) la fase consumatoria di un unico comportamento istintuale (Mancia, 1976, 1980). La caduta di attenzione fino al sonno e al sogno quindi rappresenta una catena di eventi dove fasi appetitive si alternano a fasi consumatorie e dove si sviluppano processi indispensabili alle funzioni della mente. Nella ontogenesi, il sonno (tipo — REM) sembra avere una importante funzione maturativa (Mancia, 1981) e dopo la nascita esso è parte integrante della relazione madre-bambino e condizione indispensabile per l'apprendimento, la memoria e la crescita mentale.