You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Vorrei approfittare dell' uscita presso l'Editore Loescher della traduzione italiana di Teoria de la identification di Leon Grinberg, edizione curata da Mauro Mancia, per qualche annotazione marginale. Di questo saggio riferisce più compiutamente Giuseppe Di Chiara in una recensione su questo stesso numero della Rivista di Psicoanalisi.
Il volume di Grinberg uscito in castigliano nel 1976, è dedicato per lo più all'identificazione proiettiva e ai concetti ad essa strettamente connessi e precede di cinque anni Splitting and projective identification di James S. Grotstein, pubblicato da Aronson nel 1981 e in traduzione presso Astrolabio.
I temi che vorrei sottolineare sono due: il primo concerne il rapporto tra identificazione proiettiva e proiezione, il secondo la distinzione enunciata da Grinberg, tra controidentificazione proiettiva e controtransfert
Un numero recente dell' International Review of Psycho-Analysis (il n. 3 del 1981) portava una lettera di L. P. Grossman sulla Prolective Identification composta da cinque versi (in rima a, a, b, b, a), in cui “l'autore si interroga sul potere esplicativo del concetto di identificazione proiettiva”. Credo sia difficile non leggere l'intervento