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Non avviene sovente che gli psicoanalisti si pronuncino sul valore terapeutico della psicoanalisi. Benché la clinica psicoanalitica sia il punto focale degli interessi di tutti, sulla sua terapeuticità ci si esprime mal volentieri. Mentre è più facile che le venga accordato il valore di un'esperienza conoscitiva.
Lo stesso tema di questo Congresso, il suo titolo, era stato inizialmente proposto in una formulazione che sottolineava in modo disgiuntivo o addirittura oppositivo una contrapposizione fra momento terapeutico e momento della conoscenza. Si poneva così un interrogativo e si invitava la comunità analitica a una riflessione diretta su questa contrapposizione.
Ricordo bene che nella discussione precongressuale, nella quale i Centri dovevano pronunciarsi sul tema del Congresso, la o venne sostituita con una e: non “terapia o conoscenza”, ma decisamente “terapia e conoscenza”. Questa scelta trovò d'accordo la maggioranza e anche me. La disgiunzione avrebbe prefigurato una contrapposizione eccessiva e inopportuna, mentre la congiunzione non avrebbe impedito di trattare il problema liberamente.
In seguito a questo piccolo antefatto, ben noto, ma che ho voluto sinteticamente rievocare, è come se esistessero due temi congressuali: uno manifesto e uno latente. Il pensiero latente mantiene l'opposizione, la o, ma la esprime a livello manifesto, sulla “scena