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Attaccamento e perdita
vol. 1: L'attaccamento alla madre, L. 33.000
vol. 2: La separazione dalla madre, L. 33.000
vol. 3: La perdita della madre
Boringhieri, Torino, 1972-1975-1983.
“Ciò che per comodità definisco teoria dell'attaccamento, è un modo per concettualizzare la tendenza dell'essere umano a strutturare solidi legami affettivi con particolari persone, e per illustrare le varie forme di profondi turbamenti emotivi e di disturbi della personalità, compresi angoscia, collera, depressione e distacco emotivo, originati da perdite e separazioni involontarie. Come complesso teorico si occupa degli stessi fenomeni che son stati finora trattati in termini di “bisogno di dipendenza” o di “relazioni oggettuali” o di “individuazione e simbiosi”. Anche se abbraccia gran parte del pensiero psicoanalitico, la teoria differisce dalla psicoanalisi tradizionale nell'adozione di alcuni principi derivanti da discipline relativamente nuove, come l'etologia e la teoria del controllo; grazie a ciò essa è in grado di fare a meno dei concetti di energia e pulsione psichica e di collegarsi alla psicologia cognitiva. I vantaggi che ne derivano sono dati dal fatto che i suoi concetti, pur essendo psicologici, sono compatibili con quelli della neurofisiologia e della biologia evolutiva, ed anche che essa si uniforma ai criteri ordinati di una disciplina scientifica.
I sostenitori della teoria dell'attaccamento ritengono che molte forme di disturbi psichici possano essere attribuite sia a deviazioni nello sviluppo del comportamento di attaccamento, sia, più raramente, a un mancato raggiungimento di tale sviluppo; ritengono anche che la teoria faccia luce sull'origine e sul trattamento di tali condizioni. In breve, la tesi… è che per aiutare terapeuticamente tali pazienti dobbiamo metterli in grado di capire con precisione come i loro modi attuali di percepire e trattare persone emotivamente